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TU CREDI ANCORA? Riflessioni di cristiani semplici dentro il “cambiamento d’epoca”

“Questa non è un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca“, ha affermato papa Francesco. L’autore del libro ne legge attentamente alcune manifestazioni sul piano antropologico e in quello sociale. Molti uomini stanno dismettendo l’abito interiore di adesione pressoché naturale alla fede in Dio e nella Provvidenza e, di conseguenza, l’abito esteriore delle manifestazioni visibili, personali e collettive, di tale aderenza. Segni del tramonto della fede o del passaggio tormentato verso forme nuove di viverla? L’autore si interroga, non da esperto della materia – egli precisa -, ma da cristiano semplice, di fronte alla sfida potente che il tempo nuovo pone alla fede di ciascuno. La persona sta scoprendo che può vivere bene e senza ostracismo sociale, anche se abbandona la fede, se la cambia, se è indifferente ad essa. Pertanto la religione è considerata una possibilità, non più una necessità, come la Chiesa ha finora predicato. Una persona vi aderisce nella misura in cui ritiene che essa possa aiutarla a realizzare se stessa. Scienza, tecnologia, prodotti ammalianti del consumismo capitalistico tendono a sostituirla, ma non paiono offrire una fede e una speranza solide, durature, soddisfacenti. Dove trovare fede e speranza che diano senso e finalità al vivere? Ritorna la bontà della fede nel trascendente? Se è così, dovrà essere una fede ripensata e vissuta in maniera nuova dal singolo cristiano e dalla Chiesa istituzione. Un saggio che stimola intensamente e accompagna con motivazioni rilevanti un percorso spirituale di ricerca che rimane imprescindibile anche per l’uomo d’oggi.

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Parla, Signore… Chiesa in ascolto Chiesa in cammino

Lettera Pastorale di Michele Tomasi Vescovo di Treviso

Dall'introduzione della lettera pastorale:

Carissimi e carissime,
abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, belle esperienze di ascolto reciproco, per le quali ringrazio di cuore tutti coloro che si lasciano coinvolgere con fiducia dal cammino sinodale della Chiesa. Poiché mi piacerebbe che potessimo al tempo stesso approfondire ed ampliare la nostra esperienza di ascolto, torno sul tema anche in questa lettera che vi invio.
Già nel 2020, per la prima giornata della Parola voluta da papa Francesco, avevo tentato di dare qualche indicazione sull’atteggiamento di ascolto, per capire meglio che cosa volesse dire ascoltare la Parola di Dio. Eravamo nel gennaio di quell’anno, poche settimane prima dell’esplodere della pandemia. Sembra passata un’era da allora, tante cose sono accadute alla nostra vita, al nostro mondo, alla Chiesa. Ma credo che possiamo riprendere con un certo profitto quelle riflessioni, per affrontarle, ed applicarle alla nostra situazione di oggi.

 

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Antonio Mantiero- L’Erede

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Martedì 28 giugno alle ore 11 presso il salone del Vescovado, presentazione dell’ultimo libro di Mons. Lino Cusinato su Antonio Mantiero. Interverranno mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso, e il sindaco di Treviso Mario Conte.
Dalla presentazione de libro di mons. Stefano Chiatto:
“A cinque anni dall’uscita della notevole biografi a sul beato Andrea Giacinto Longhin, don Lino Cusinato giunge a pubblicare un nuovo frutto maturo della sua ricerca, presentando la fi gura del vescovo Antonio Mantiero, chiamato a succedere al Longhin, raccogliendone l’eredità spirituale e pastorale. Per certi aspetti si potrebbe anche pensare che questo lavoro rappresenti
un seguito del precedente.
Gli interessi storici coltivati dall’autore nel corso degli ultimi quarant’anni riguardano la storia religiosa e pastorale della Diocesi di Treviso, con un’attenzione particolare alla città di Castelfranco Veneto, dove ha svolto il ministero di Abate-arciprete della parrocchia del Duomo dal 1987 al 2010. Leggendo le sue pubblicazioni si può riconoscere che, insieme ad una predisposizione intellettuale ad interpretare gli eventi nella prospettiva storica, troviamo come motivazione fondamentale un forte senso di appartenenza alla diocesi e al presbiterio trevigiani, con i quali sussiste non solo un legame istituzionale e sacramentale, ma anche un forte coinvolgimento affettivo.”